FABI CATANIA, «IL DIGITALE NON SOSTITUISCE IL PRESIDIO UMANO, TUTELARE OCCUPAZIONE E TERRITORIO»
Al congresso provinciale l’intervento del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, sulle priorità del rinnovo contrattuale e sulla redistribuzione dei profitti. I dati elaborati dalla Fabi evidenziano le difficoltà della Sicilia, con appena 21 sportelli ogni centomila abitanti e un utilizzo dei servizi bancari digitali inferiore alla media nazionale.
I rischi legati alla riorganizzazione del settore bancario, le difficoltà di accesso ai servizi finanziari e le conseguenze dell'innovazione tecnologica sull'occupazione e sull'organizzazione del lavoro sono stati al centro del congresso provinciale della Fabi di Catania. Un'occasione di confronto sulle principali questioni che interessano il territorio etneo, nel quadro delle sfide nazionali della categoria e in vista del congresso nazionale della federazione.
A fare il punto sul contesto del settore e sulle prospettive della contrattazione è stato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, che si è soffermato sul rinnovo del contratto nazionale e sul rapporto tra i risultati economici delle banche e le condizioni di lavoro. «Siamo impegnati nel confronto per il rinnovo del contratto nazionale e riteniamo fondamentale che i risultati economici raggiunti dalle banche trovino un adeguato riconoscimento anche per le lavoratrici e i lavoratori, che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita del settore. Gli utili e i dividendi registrati dagli istituti confermano l’importanza di valorizzare questo contributo attraverso un aumento salariale che tuteli il potere d’acquisto, una riduzione dell’orario settimanale a parità di retribuzione e un rafforzamento delle tutele in materia di welfare e benessere lavorativo. I gruppi bancari non possono utilizzare le operazioni di aggregazione o l’innovazione tecnologica come giustificazione per rinviare le risposte alle richieste sindacali o per procedere a ulteriori riduzioni del personale. Il contratto collettivo nazionale rappresenta lo strumento fondamentale per definire regole condivise sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, contrastare le indebite pressioni commerciali e garantire condizioni di lavoro adeguate. È altrettanto importante preservare la presenza delle banche sui territori, perché il rapporto diretto con la clientela continua a rappresentare un valore per le famiglie e per le imprese».
Il focus sul contesto etneo e regionale è stato sviluppato dalla coordinatrice provinciale della Fabi di Catania, Cetty Di Benedetto, che ha illustrato le dinamiche del territorio alla luce delle rilevazioni sindacali. «I dati elaborati dal nostro Osservatorio Fabi evidenziano un arretramento costante della presenza fisica: nella provincia di Catania gli sportelli sono scesi da 212 a 206 nell’ultimo anno, riducendo ulteriormente le possibilità di accesso diretto ai servizi bancari», ha spiegato Di Benedetto.
«La situazione regionale presenta criticità ancora più marcate: con appena 21 sportelli ogni centomila abitanti, a fronte di una media nazionale di 32, la Sicilia è la terza regione italiana con la minore presenza di filiali in rapporto alla popolazione. Giustificare la chiusura degli sportelli esclusivamente con la digitalizzazione significa non considerare le caratteristiche del territorio: nell’isola solo il 44% dei cittadini utilizza l’internet banking, contro il 56% della media nazionale. Una distanza che rischia di penalizzare soprattutto la popolazione anziana e di rendere più difficile il rapporto tra banche e piccole imprese».
La coordinatrice provinciale ha quindi richiamato l’attenzione sui rischi connessi all’automazione dei processi decisionali. «I modelli basati sull’intelligenza artificiale non possono sostituire il ruolo del personale bancario né diventare una giustificazione per ridurre gli organici», ha sottolineato Di Benedetto. «La valutazione del merito creditizio richiede anche una conoscenza diretta delle persone e dei progetti imprenditoriali, che non può essere affidata esclusivamente a procedure automatizzate. La tecnologia deve rappresentare uno strumento di supporto al lavoro, capace di semplificare le attività e valorizzare le competenze professionali, senza impoverire la qualità del servizio e della relazione con la clientela».
Un ulteriore passaggio ha riguardato le condizioni di lavoro nelle filiali e la necessità di rafforzare gli investimenti sul territorio. «La riduzione degli organici comporta spesso un aumento dei carichi di lavoro e delle pressioni commerciali, con conseguenze sul benessere delle lavoratrici e dei lavoratori», ha osservato Di Benedetto. «I risultati economici raggiunti dalle banche devono accompagnarsi a investimenti nella formazione, nella valorizzazione delle professionalità e nell’ingresso di nuove generazioni nel settore. È importante che il sistema bancario continui a svolgere il proprio ruolo a sostegno dell’economia catanese e delle esigenze delle comunità locali».
Il dibattito è proseguito con gli interventi dei delegati, che hanno approfondito le principali questioni sindacali e le prospettive della categoria. I lavori si sono conclusi con le operazioni di voto per il rinnovo degli organismi statutari.
Segreteria provinciale SAB Catania
Concetta De Benedetto – segretaria coordinatrice
Andrea Corviseri Ardesia – segretario amministrativo
Antonino Gaetano Russo – segretario organizzativo
Antonino Visco – segretario organizzativo
Serafino America
Rosa Cantaro
Antonino Caputo
Salvo Fausto Castiglione
Giovanni Corsaro
Irene Faro
Massimo Ferrari
Roberto La Corte
Francesco Naselli
Antonino Oliveri
Pietro Pennisi
Gianfranco Sangiorgio
Giuseppe Tomaselli
Catania, 21 ottobre 2026










