OCCUPAZIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE, A PORDENONE LA FABI DISEGNA LE PRIORITÀ

Al IX Congresso provinciale il confronto sulle trasformazioni del settore bancario, l’intelligenza artificiale, la formazione e la tutela dei lavoratori. Il coordinatore provinciale uscente Michele Baù: «Chi siamo e chi saremo dipende da noi: dalla capacità di restare uniti, consapevoli e solidali». Presente il segretario nazionale Elisabetta Mercaldo.

OCCUPAZIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE, A PORDENONE LA FABI DISEGNA LE PRIORITÀ

La difesa dell'occupazione, la qualità del lavoro, il futuro delle nuove generazioni e il ruolo del sindacato di fronte alle trasformazioni del settore bancario. Sono stati questi i temi al centro del IX Congresso provinciale della Fabi di Pordenone, che si è svolto al Centro dei Magredi di San Quirino, alla presenza del segretario nazionale Elisabetta Mercaldo, dei rappresentanti delle strutture territoriali e dei delegati. Un appuntamento di confronto e partecipazione che ha rappresentato l'occasione per tracciare un bilancio dell'attività sindacale e mettere a fuoco le priorità dei prossimi anni, in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti nell'organizzazione del lavoro e nel rapporto tra banche, dipendenti e territorio.

Ad aprire i lavori congressuali è stata la nomina a presidente del congresso di Guido Fasano, coordinatore della Fabi di Udine. A seguire, la relazione del coordinatore provinciale uscente Michele Baù, che ha richiamato il valore della partecipazione democratica e della responsabilità di chi rappresenta i lavoratori. Un impegno che trova conferma nel consolidamento della struttura provinciale, oggi punto di riferimento per i bancari del territorio, grazie a un’attività sindacale fondata sulla presenza nei luoghi di lavoro, sulla capacità di ascolto e sulla tutela concreta dei diritti. Nel tracciare un bilancio dell’attività sindacale sul territorio, Baù ha evidenziato la fiducia costruita nel tempo attraverso il lavoro quotidiano della struttura provinciale. «Mentre il lavoro si restringe, la nostra rappresentanza cresce: segno che, quando aumentano l’incertezza e la solitudine, aumenta anche il bisogno di un sindacato presente, credibile e combattivo». Al centro della relazione anche le criticità che continuano a pesare sulle condizioni di lavoro: organici insufficienti, carichi burocratici crescenti, pressioni commerciali e obiettivi sempre più stringenti. Questioni che richiedono, secondo Baù, una presenza sindacale costante nei luoghi di lavoro, capace di coniugare dialogo e determinazione nella difesa dei diritti.

Ampio spazio è stato dedicato all’innovazione tecnologica, all’intelligenza artificiale e alla necessità di accompagnare i cambiamenti con investimenti concreti nella formazione. Per Baù, le trasformazioni del settore devono diventare un’opportunità per valorizzare le professionalità e creare occupazione di qualità, senza tradursi in ulteriori riduzioni degli organici. In questo percorso è stata richiamata anche la collaborazione con l’Università di Udine, attraverso le iniziative formative promosse sul territorio. Particolare attenzione è stata riservata ai giovani, alle difficoltà legate all’ingresso nel mondo del lavoro e all’utilizzo dell’apprendistato, che deve rappresentare un autentico percorso di crescita professionale e non uno strumento di contenimento dei costi. Formazione, stabilità e prospettive di carriera sono state indicate come condizioni essenziali per costruire il futuro del settore. Tra gli altri temi affrontati, il rinnovo del contratto collettivo nazionale, la tutela del potere d’acquisto, la parità di genere e la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose. Baù ha inoltre richiamato la funzione sociale delle banche e la responsabilità degli istituti di credito nei confronti di famiglie, imprese e comunità locali.

Nel corso dei lavori è intervenuto il segretario nazionale Elisabetta Mercaldo, che ha richiamato la centralità del rinnovo del contratto nazionale, della tutela dell’occupazione e della valorizzazione delle professionalità. «Dobbiamo governare i cambiamenti del settore bancario, garantendo diritti, stabilità e nuove opportunità per le lavoratrici e i lavoratori», ha sottolineato, evidenziando come l’intelligenza artificiale debba essere affiancata dal capitale umano e come l’innovazione tecnologica debba essere accompagnata da formazione e garanzie concrete, mantenendo le persone al centro delle trasformazioni.

Presenti, con i loro saluti, anche i rappresentanti delle strutture provinciali di Gorizia, Trento, Trieste, Venezia e Treviso, a testimonianza del legame e della collaborazione tra le diverse realtà territoriali.

Il congresso ha rappresentato anche un momento di partecipazione per i delegati, chiamati a condividere riflessioni ed esperienze sulle trasformazioni del lavoro bancario e sulle sfide che attendono la categoria.

Pordenone 23 ottobre 2026