CONGRESSI PROVINCIALI FABI, A GORIZIA LA SFIDA È DIFENDERE IL LAVORO E IL TERRITORIO
Paolo Bagon riconfermato alla guida della struttura. Al centro dei lavori la riduzione degli sportelli e dell’occupazione bancaria nel terrotorio, le pressioni commerciali, l’intelligenza artificiale e il rinnovo del contratto nazionale. Presente il segretario nazionale Daniele Ginese.
La riduzione della presenza bancaria sul territorio, il calo dell’occupazione e la necessità di tutelare le professionalità in un settore attraversato da profonde trasformazioni. Sono questi i temi al centro dell’XI congresso provinciale della Fabi di Gorizia, che ha confermato Paolo Bagon alla guida della struttura. Ai lavori ha partecipato il segretario nazionale, Daniele Ginese.
L’appuntamento si inserisce nel percorso dei congressi provinciali della Federazione, chiamati a eleggere le nuove segreterie che guideranno le strutture territoriali per i prossimi quattro anni e i delegati che parteciperanno al congresso nazionale della Fabi, in programma a gennaio 2027. Un percorso che rappresenta anche un’occasione di confronto sulle principali criticità del settore bancario e sulle sfide che attendono i lavoratori, a partire dalle trasformazioni che stanno interessando le realtà locali.
Un quadro che, nella provincia di Gorizia, emerge con particolare evidenza dai dati richiamati da Bagon nella sua relazione.
«Un territorio senza una banca rischia di perdere non soltanto uno sportello, ma una parte della propria autonomia economica», ha sottolineato Bagon, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che la chiusura delle filiali comporta soprattutto per i piccoli comuni, le persone anziane e le famiglie che hanno bisogno di un rapporto diretto con gli istituti di credito.
Alla riduzione degli sportelli si affiancano le criticità che interessano quotidianamente i lavoratori bancari, a partire dalle pressioni commerciali e dai carichi di lavoro. Su questi aspetti, il coordinatore ha ribadito la necessità di garantire obiettivi sostenibili, rispettare le professionalità e valorizzare la qualità della consulenza, evitando che la ricerca dei risultati economici prevalga sulle esigenze dei dipendenti e della clientela.
Nel corso dei lavori, spazio anche all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni tecnologiche che stanno modificando l’organizzazione del settore. Innovazioni che, secondo Bagon, devono essere accompagnate da adeguati percorsi di formazione e da una contrattazione capace di tutelare l’occupazione, valorizzare le competenze e garantire migliori condizioni di lavoro.
In questo contesto si inserisce anche la partita del rinnovo del contratto collettivo nazionale, alla quale è stato dedicato un passaggio della relazione. Tra le richieste della piattaforma rivendicativa figurano un aumento medio di 518 euro mensili, la riduzione dell’orario settimanale a 35 ore a parità di retribuzione e il rafforzamento delle tutele e del welfare. Obiettivi che puntano a riconoscere il contributo dei lavoratori ai risultati economici del settore e ad accompagnare i cambiamenti organizzativi senza penalizzare l’occupazione e le professionalità.
Accanto alle sfide del presente, Bagon ha ricordato anche la storia della Fabi di Gorizia, una delle strutture che parteciparono alla fondazione della Federazione nel 1948. Un legame che continua a rappresentare un punto di riferimento per l’attività sindacale sul territorio e che, nelle intenzioni del coordinatore riconfermato, dovrà tradursi in un impegno sempre maggiore per rafforzare l’organizzazione, favorire il ricambio generazionale e consolidare il rapporto con gli iscritti.
«La Fabi è un sindacato delle persone, fatto di persone e al servizio delle persone», ha ricordato Bagon, ribadendo la volontà di proseguire nel lavoro di tutela e rappresentanza dei bancari, attraverso una presenza sindacale costante e una collaborazione sempre più stretta tra le strutture territoriali.
A richiamare l’attenzione sulle sfide che attendono la categoria a livello nazionale è stato Daniele Ginese, che ha portato i saluti della segreteria generale e sottolineato il ruolo della Fabi, prima organizzazione sindacale del settore e punto di riferimento nel confronto con istituzioni e vertici bancari. Il segretario nazionale ha evidenziato i risultati raggiunti dalla Federazione grazie all’impegno del segretario generale Lando Maria Sileoni, soffermandosi sulle operazioni di riassetto del sistema bancario, sul rinnovo del contratto nazionale e sulla necessità di rafforzare ulteriormente la presenza sindacale tra i lavoratori.
«Il rinnovo del contratto nazionale rappresenta una sfida fondamentale per il futuro della categoria. Il contesto è cambiato rispetto alla precedente trattativa e non possiamo dare nulla per scontato. La Fabi è pronta a intraprendere tutte le iniziative necessarie per difendere i diritti dei bancari, tutelare l’occupazione e governare le profonde trasformazioni del settore. Dobbiamo continuare a essere presenti tra i colleghi, rafforzare la nostra organizzazione e valorizzare il lavoro delle strutture provinciali, che rappresentano la vera spina dorsale della Federazione. È da questa forza, costruita quotidianamente sui territori e consolidata dalla guida del nostro segretario generale Lando Maria Sileoni, che dobbiamo partire per affrontare le sfide future», ha dichiarato Ginese.
Il segretario nazionale ha infine richiamato l’importanza del percorso congressuale in corso, che culminerà nel congresso nazionale della Fabi, in programma dal 18 al 22 gennaio 2027 a Roma. Un appuntamento che rappresenterà un momento di confronto sulle prospettive del settore bancario e sulle sfide della categoria, nel segno del rinnovamento e della continuità dell’organizzazione.
Gorizia, 24 ottobre 2026





