RINNOVO DEL CONTRATTO, LA FABI INCALZA L’ABI SU SALARI E TUTELE

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, interviene dopo l’incontro con il Casl Abi per il rinnovo del contratto nazionale. Critiche all’assenza di una proposta economica e di posizioni precise sulle questioni normative. I dati sui risultati delle banche confermano la sostenibilità delle richieste sindacali. Al centro del confronto anche il ruolo del contratto nazionale e l’intelligenza artificiale.

RINNOVO DEL CONTRATTO, LA FABI INCALZA L’ABI SU SALARI E TUTELE

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, interviene dopo l’incontro con il Casl Abi per il rinnovo del contratto nazionale. Critiche all’assenza di una proposta economica e di posizioni precise sulle questioni normative. I dati sui risultati delle banche confermano la sostenibilità delle richieste sindacali. Al centro del confronto anche il ruolo del contratto nazionale e l’intelligenza artificiale.

 

 

 

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA

CONTRATTO BANCARI, SILEONI: «L’ABI NON DÀ RISPOSTE, NÉ SUI SALARI NÉ SUL FUTURO DEL SETTORE»

 

Roma, 26 ottobre 2026. «Continua a mancare da parte del Casl Abi una visione complessiva sul futuro del settore bancario. Non abbiamo ricevuto risposte né sulla parte economica del rinnovo contrattuale né su come affrontare i cambiamenti del settore, dall’organizzazione del lavoro alle nuove tecnologie. Occorre soprattutto chiarire quali materie debbano essere disciplinate dal contratto nazionale e quali demandate alla contrattazione nei singoli gruppi bancari. È una scelta politica fondamentale, perché riguarda il ruolo che il contratto nazionale dovrà avere nella tutela dei lavoratori e nella gestione delle trasformazioni del settore». Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a margine dell’incontro con l’Abi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari. «Da parte del Casl Abi presentare una loro posizione di politica generale, anche di scenario, senza assumere posizioni precise sui singoli argomenti, non ha senso. Farlo, poi, senza aver presentato una loro proposta economica è ancora più sbagliato, insignificante e inutile. Sul piano economico i numeri parlano da soli. Tra il 2022 e il 2025, secondo i dati della Banca d’Italia, i ricavi del sistema bancario sono cresciuti da 88 a 110 miliardi di euro, il margine di interesse da 45 a 60 miliardi e gli utili netti da 22 a 38 miliardi, con un incremento del 72%. Nello stesso periodo il costo del lavoro è passato da 29 a 31 miliardi, appena il 7% in più, nonostante gli aumenti di 435 euro mensili ottenuti con l’ultimo contratto. Non ci sono quindi alibi per il rinnovo. Ogni dipendente bancario genera mediamente 430mila euro di ricavi all’anno, a fronte di un costo del lavoro di circa 77mila euro, prendendo come riferimento un grande gruppo bancario. Le banche, intanto, distribuiscono agli azionisti il 75-80% degli utili. Non contestiamo la legittima remunerazione del capitale, ma riteniamo che debba esserci un equilibrio nel riconoscere il contributo di chi produce questi risultati. La nostra richiesta economica è responsabile e sostenibile perchè tiene conto del recupero dell’inflazione e di una quota annua dell’1% legata alla produttività, a fronte di utili attesi intorno ai 40 miliardi anche nel 2026. Sul versante normativo, il contratto nazionale deve garantire tutele comuni rispetto alle conseguenze delle aggregazioni bancarie e dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e sulle professionalità. Dall’Abi ci aspettiamo risposte concrete su entrambi i fronti», conclude Sileoni.

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