PARMA: AL CONGRESSO IL FUTURO DEL CREDITO TRA SVILUPPO ECONOMICO, RADICAMENTO E CENTRALITÀ DEL LAVORO

Al 23° congresso provinciale l’intervento del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, sulle linee guida della categoria e sul valore insostituibile del contratto nazionale.

PARMA: AL CONGRESSO IL FUTURO DEL CREDITO TRA SVILUPPO ECONOMICO, RADICAMENTO E CENTRALITÀ DEL LAVORO

Presenti il segretario generale aggiunto della Fabi, Mattia Pari, e la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna. Al centro del confronto i dati sulla crescita degli impieghi, la gestione delle aggregazioni societarie, l'impatto dell'intelligenza artificiale e la responsabilità sociale delle banche.

La tenuta del tessuto produttivo, la trasformazione dei modelli distributivi e il ruolo strategico del settore creditizio a supporto delle comunità locali sono stati i temi centrali del 23° congresso provinciale della Fabi di Parma, intitolato significativamente «Diritti e responsabilità». Un appuntamento partecipato che ha riunito delegati, quadri sindacali e autorità per fare il punto sulla realtà economica emiliana e proiettare la federazione verso i prossimi appuntamenti sindacali e la fase congressuale nazionale. Ai lavori hanno preso parte anche il segretario generale aggiunto della Fabi, Mattia Pari e la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna.

A tracciare il quadro politico e le priorità strategiche dell’organizzazione è stato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni: «La forza e l’autorevolezza della Fabi risiedono nella sua piena indipendenza e nella capacità di interpretare le sfide della categoria mantenendo salda la connessione tra centro e territorio. Il contratto collettivo nazionale di lavoro è la cornice irrinunciabile e inderogabile di tutte le nostre tutele: è lo strumento primario con cui difendiamo il potere d’acquisto delle retribuzioni, la stabilità occupazionale e la dignità professionale di fronte alle grandi manovre del risiko bancario e all’accelerazione tecnologica. In questa fase storica, le strutture territoriali rappresentano la vera spina dorsale della federazione. Il confronto continuo con le nostre rappresentanze locali è indispensabile per comprendere le reali esigenze delle colleghe e dei colleghi che operano nelle filiali e per governare i cambiamenti dell’organizzazione del lavoro senza mai subirli. L’innovazione e la ricerca dell’efficienza non possono tradursi in un allontanamento dai territori né tantomeno in un impoverimento dei diritti di chi ogni giorno crea il valore delle aziende di credito».

Il quadro dettagliato dell’economia parmense e delle dinamiche creditizie locali è stato approfondito nella relazione del coordinatore provinciale della Fabi di Parma, Luca Gianella. «Parma vanta un’economia solida, diversificata e fortemente orientata all’export, sostenuta da comparti di eccellenza come agroalimentare, farmaceutica, meccanica e packaging», ha spiegato Gianella, evidenziando il rischio che la piazza parmense possa trasformarsi in un «laboratorio» delle grandi manovre in atto nel settore. «In questo contesto la banca non può ridursi a mero distributore di prodotti finanziari, ma deve agire come infrastruttura economica del territorio. Nel secondo trimestre 2026 gli impieghi bancari in provincia hanno raggiunto circa 15,5 miliardi di euro (+11,2%), con i finanziamenti alle imprese saliti a 9,6 miliardi (+15,8%). Tuttavia, l’espansione è stata trainata principalmente dalle realtà medie e grandi, mentre le imprese minori registrano una contrazione. Con depositi e titoli che superano complessivamente i 32 miliardi, Parma si conferma un’area che produce ricchezza e la affida al sistema creditizio: è nostro dovere chiederci a chi vada questo credito e quale reale sviluppo riesca a generare».

Gianella si è poi soffermato sull’assetto delle presenze creditizie e dei servizi operanti nel territorio provinciale. «Sul nostro territorio convivono grandi istituti nazionali e realtà a forte identità locale, mantenendo una densità di 44 sportelli ogni centomila abitanti, un dato superiore alla media nazionale di 32 ma inferiore al contesto regionale», ha osservato il coordinatore provinciale della Fabi di Parma. «Parma è sede legale di Crédit Agricole Italia ed esprime un polo strategico per Bper e Intesa Sanpaolo, oltre a ospitare la presenza fondamentale di primarie realtà dei servizi come Cedacri. Si tratta di soggetti protagonisti che hanno tratto valore dal nostro territorio e che hanno saputo restituirlo. Le aggregazioni straordinarie possono rafforzare i gruppi, ma non possiamo accettare che si traducano in sovrapposizioni organizzative, accentramento decisionale lontano da Parma o tagli lineari: pretendiamo che i benefici siano condivisi con i lavoratori in termini di occupazione di qualità e tutele».

Sul tema del presidio territoriale e della trasformazione tecnologica, Gianella ha ribadito la posizione netta del sindacato. «L’allontanamento della banca comincia prima ancora della chiusura fisica di uno sportello: comincia quando le decisioni si disperdono lontano dal territorio e la relazione umana viene rimpiazzata da fredde procedure algoritmiche. Non siamo contrari all’innovazione né all’intelligenza artificiale, ma rifiutiamo che diventino l’alibi per comprimere gli organici o esasperare le pressioni commerciali. La storia economica dimostra che le grandi innovazioni tecnologiche creano nuove professioni e nuove mansioni: la tecnologia deve liberare tempo burocratico per riqualificare il personale e valorizzare la consulenza e la formazione continua. La banca deve essere digitale quando serve, ma profondamente umana quando conta».

Un passaggio significativo della relazione è stato dedicato al consolidamento della rappresentanza sindacale e al ricambio generazionale all’interno della struttura. «La Fabi a Parma ha saputo rinnovarsi profondamente, inserendo nuove energie, professionisti apprezzati e quadri sindacali under 40 con competenze complementari nelle delegazioni aziendali e nei coordinamenti di gruppo», ha evidenziato Gianella, richiamando anche l’impegno sociale profuso sul territorio con i progetti dedicati all’educazione finanziaria. «Abbiamo le persone e la preparazione per fare quell’ulteriore salto di qualità che il momento storico richiede. Continueremo a essere presenti sul campo a fianco delle colleghe e dei colleghi con l’autorevolezza del primo sindacato del settore bancario».

I lavori congressuali hanno visto un ampio e articolato dibattito con la partecipazione dei delegati, che hanno espresso pieno sostegno alla relazione programmatica e alla linea rivendicativa della segreteria generale della Fabi, procedendo infine alla votazione per il rinnovo degli organismi direttivi provinciali.

Segreteria provinciale SAB Parma

Luca Gianella – segretario coordinatore
Mario Bertoli – segretario amministrativo
Simona Perosce
Gianguido Bucci

Parma, 31 ottobre 2026