CONGRESSO PROVINCIALE FABI PERUGIA E TERNI, LE PERSONE PRIMA DEGLI OBIETTIVI AZIENDALI
Al XV Congresso della struttura umbra, il coordinatore Corrado Galli ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni del settore, sulla riduzione degli sportelli e sui rischi per i lavoratori legati alle nuove tecnologie. Presente il segretario nazionale Emanuele Amenta. Al centro del suo intervento la leadership di Sileoni, la forza della contrattazione e il ruolo strategico della comunicazione sindacale. Ampia la partecipazione dei rappresentanti delle strutture Fabi di tutta Italia.
L’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro in banca, ma chi tutela i dipendenti dalle decisioni degli algoritmi? È stato uno degli interrogativi al centro del XV Congresso provinciale Fabi di Perugia e Terni, che ha acceso i riflettori sulle trasformazioni del settore bancario e sulle conseguenze per la vita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori.
A tracciare il quadro è stato il coordinatore della struttura territoriale, Corrado Galli, che nella sua relazione ha affrontato alcune delle questioni più delicate per il futuro della categoria, dal crescente utilizzo delle tecnologie digitali alle pressioni commerciali, fino alla progressiva riduzione della presenza bancaria sul territorio.
«Per noi essere la Fabi significa non subire mai i processi di cambiamento in modo passivo, significa anticiparli e governarli con la forza della nostra rappresentanza, del nostro pragmatismo e della nostra totale autonomia», ha sottolineato Galli, ribadendo il ruolo del sindacato nella gestione delle trasformazioni del settore. «L’intelligenza artificiale non può e non deve essere un alibi per fare tagli al personale o ridurre i costi», è stato il richiamo del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ripreso da Galli nel suo intervento. Una posizione che si è tradotta nella richiesta di regole precise per impedire che gli strumenti tecnologici diventino nuovi meccanismi di controllo delle prestazioni individuali. Software predittivi, obiettivi commerciali e sistemi automatizzati di valutazione rischiano, infatti, di accentuare le pressioni sui dipendenti, compromettendone l’autonomia professionale e il benessere lavorativo.
«Non accetteremo mai che la valutazione delle persone o i percorsi di carriera dipendano da un semplice codice binario privo di trasparenza», ha sottolineato Galli, soffermandosi anche sulla situazione del credito in Umbria, dove la progressiva chiusura degli sportelli bancari sta modificando il rapporto tra istituti, lavoratori e comunità locali. Una trasformazione che si riflette sull’organizzazione delle filiali rimaste operative, con carichi di lavoro crescenti, maggiori responsabilità e minori opportunità di sviluppo professionale. Sul tema delle condizioni di lavoro, Galli ha richiamato l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo sempre più invasivo delle tecnologie e alla crescente pressione sugli obiettivi commerciali.
«C’è una profonda differenza tra un lavoratore che usa la tecnologia per fare meglio il proprio mestiere e un lavoratore che viene usato dalla tecnologia per raggiungere un target sul quale non ha alcun controllo». Il coordinatore ha quindi ribadito la necessità di coniugare innovazione e tutela dell’occupazione. «La tecnologia deve rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità del lavoro, non uno strumento per comprimere gli organici o aumentare le pressioni commerciali. Da qui la necessità di rafforzare le garanzie del contratto collettivo nazionale, valorizzare le competenze e assicurare che le decisioni riguardanti i lavoratori rimangano sotto il controllo umano».
Al congresso è intervenuto il segretario nazionale Emanuele Amenta, che ha richiamato l’attenzione sulla forza della rappresentanza sindacale e sulla capacità della Federazione di incidere nelle grandi trasformazioni del settore, grazie a un’azione che unisce contrattazione, presenza sul territorio e comunicazione.
«Se la Fabi è oggi punto di riferimento nel settore del credito e viene riconosciuta come un modello da tutto il panorama sindacale, lo dobbiamo alla straordinaria leadership e alla visione strategica del nostro segretario generale, Lando Maria Sileoni. Sileoni ha saputo coniugare un’indiscussa capacità negoziale a una visione lungimirante che anticipa sempre i processi di cambiamento, difendendo con rigore e senza compromessi l’occupazione, il potere d’acquisto e la dignità dei bancari».
Amenta ha inoltre evidenziato l’importanza della comunicazione come strumento di tutela e di rafforzamento dell’azione sindacale. «La nostra visibilità mediatica non è un esercizio di stile, ma uno strumento fondamentale di trasparenza e tutela dei lavoratori. Rafforza la rappresentanza sui territori, dà forza alle nostre posizioni e consolida il ruolo della Fabi come interlocutore autorevole nelle scelte che riguardano il futuro del settore bancario».
Ampia è stata anche la partecipazione dei rappresentanti delle strutture Fabi provenienti da tutta Italia. Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso dei lavori, arricchendo il confronto sui principali temi sindacali, dalle condizioni di lavoro alla contrattazione, fino alle prospettive del settore del credito. Una partecipazione che ha testimoniato la vicinanza e la collaborazione tra le diverse realtà territoriali della Federazione, rafforzando il valore del congresso come momento di confronto e condivisione.
Nel corso del dibattito è stato dato spazio anche al contratto nazionale, al contrasto alle pressioni commerciali e al proselitismo, con particolare attenzione al consolidamento della presenza sindacale nei luoghi di lavoro, al coinvolgimento delle nuove generazioni di bancari e al rafforzamento del rapporto quotidiano tra rappresentanti sindacali e colleghi.
Il congresso di Perugia e Terni si è inserito nel percorso congressuale che sta coinvolgendo le strutture provinciali della Fabi in tutta Italia, con l’elezione delle nuove segreterie chiamate a guidare l’attività sindacale sui territori per i prossimi quattro anni.
Un importante momento di partecipazione e rinnovamento della rappresentanza che anticipa il Congresso nazionale della Federazione, in programma a gennaio 2027, appuntamento centrale per definire le strategie e le priorità dell’azione sindacale a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori bancari.
Perugia, 5 novembre 2026






