UDINE, L’INTELLIGENZA SOCIALE È LA RISPOSTA ALLA RIVOLUZIONE DIGITALE
Guido Fasano riconfermato coordinatore provinciale al XXIV congresso della Fabi. Al centro dei lavori il rinnovo dei contratti nazionali, l’intelligenza artificiale, la tutela delle professionalità e il valore della presenza sindacale nei territori. Spazio al ricambio generazionale e al coinvolgimento dei giovani. Presenti i segretari nazionali Emanuele Amenta e Luca Bertinotti.
Le radici dell’autonomia sindacale, il valore della contrattazione collettiva e la capacità di affrontare le trasformazioni del settore bancario senza perdere di vista le persone. Sono i temi che hanno accompagnato il XXIV congresso provinciale della fabi di Udine, riunito oggi, 7 novembre, a Glaunicco di Camino al Tagliamento. Un appuntamento dedicato al bilancio dell’attività svolta dal 2023 e alle prospettive della categoria, in una fase segnata dal rinnovo dei contratti nazionali del settore Abi e del Credito cooperativo e dalla crescente diffusione delle nuove tecnologie. Al termine dei lavori, Guido Fasano è stato riconfermato coordinatore provinciale.
«Nelle radici dei valori costituenti della Fabi la forza per affrontare il cambiamento delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di banca»: questo il filo conduttore di una relazione costruita attraverso il contributo di più componenti della segreteria provinciale, ciascuno chiamato ad approfondire aspetti differenti dell’attività sindacale.
Ad aprire il confronto è stato Guido Fasano, che ha ripercorso il mandato iniziato nel marzo 2023, sottolineando la continuità dell’impegno della struttura udinese e la necessità di preparare il ricambio generazionale nei ruoli di responsabilità. Un passaggio fondato sulla valorizzazione dell’esperienza maturata dai dirigenti sindacali e sull’ingresso di nuove energie, per garantire continuità alla rappresentanza e rafforzare il rapporto quotidiano con i lavoratori. Fasano ha ricordato le origini della struttura provinciale, nata nel 1948, richiamando l’autonomia come patrimonio fondamentale dell’organizzazione e come condizione indispensabile per affrontare i cambiamenti del mondo bancario.
Katiuscia Fabris ha offerto una riflessione sullo scenario economico e sulle trasformazioni del credito, richiamando la necessità di una distribuzione più equa della ricchezza prodotta dalle banche e di un riconoscimento concreto del contributo dei lavoratori. Particolare attenzione è stata dedicata al Credito cooperativo, al rinnovo del contratto nazionale e alla tutela del legame con i territori. Fabris si è inoltre soffermata sulle difficoltà incontrate dagli anziani nell’utilizzo dei servizi bancari digitali e sull’importanza del rapporto diretto con la clientela, anche per prevenire le frodi informatiche. «Una banca senza volti è una banca più fragile, anche per chi la usa», ha sottolineato. Ai lavori ha partecipato anche il segretario nazionale Luca Bertinotti, con delega al Credito cooperativo, insieme ai coordinatori dei gruppi Bcc Iccrea e Cassa Centrale Banca, Piergiuseppe Mazzoldi e Domenico Mazzucchi.
Antonella Clericuzio ha posto l’accento sul valore dei servizi offerti dalla struttura provinciale, dall’assistenza fiscale al patronato, sottolineando l’importanza delle competenze, della formazione e dell’ascolto. Qualità che restano indispensabili anche nell’era dell’intelligenza artificiale: «La macchina standardizza; il sindacato personalizza». Da qui la necessità di accompagnare l’innovazione con percorsi di riqualificazione, preservando la dimensione umana del lavoro sindacale.
Valentina Peretti ha approfondito le trasformazioni dei modelli organizzativi, partendo dall’esperienza in Intesa Sanpaolo. Smart working, digitalizzazione e intelligenza artificiale impongono nuove tutele per la salute e la sicurezza dei lavoratori, con particolare attenzione allo stress lavoro-correlato e al tecnostress. Centrale anche il coinvolgimento dei giovani e il dialogo tra generazioni. «Mai avere paura e saper dire di no!», ha ricordato, ribadendo il ruolo del sindacato nel rendere i lavoratori più consapevoli dei propri diritti.
Domenico Nicchiniello ha ripercorso l’esperienza dei lavoratori di Civibank dopo l’ingresso nel gruppo Sparkasse, evidenziando il ruolo della Fabi nell’accompagnare i cambiamenti organizzativi. Al centro del suo intervento, la difesa della contrattazione collettiva e delle conquiste sindacali: «Difendere il contratto nazionale significa difendere la dignità del lavoro, le professionalità, il salario, i diritti e le prospettive future delle nuove generazioni che entreranno nelle nostre aziende».
Al congresso è intervenuto il segretario nazionale Emanuele Amenta, che ha richiamato la centralità del rinnovo del contratto nazionale e il ruolo della Fabi nell’affrontare le trasformazioni del settore bancario. Amenta ha sottolineato la leadership del segretario generale Lando Maria Sileoni, l’importanza della comunicazione e la necessità di accompagnare l’intelligenza artificiale con regole e garanzie precise. Un richiamo anche al coinvolgimento dei giovani e al proselitismo, fondamentali per rafforzare la rappresentatività della Federazione. «È dai territori che nasce la forza della nostra organizzazione».
Nella parte conclusiva della relazione, Fasano ha ribadito la necessità di rafforzare il contratto nazionale, investire nella formazione professionale, garantire il diritto alla disconnessione e affrontare il tema della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, affinché i benefici dell’innovazione tecnologica e dell’aumento della produttività si traducano in un concreto miglioramento delle condizioni di lavoro e della qualità della vita. Ha inoltre richiamato il valore dell’autonomia e della solidarietà, ricordando il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976 e la capacità delle comunità locali di reagire attraverso partecipazione e responsabilità collettiva.
Particolarmente significativo, nella conclusione della relazione, il richiamo di Fasano al ricambio generazionale, indicato come una responsabilità verso il futuro dell’organizzazione. Il coordinatore ha ricordato il congresso del 1995, quando, ancora giovane dirigente sindacale, aveva sostenuto la necessità di lasciare spazio alle nuove generazioni nei ruoli di responsabilità. Un principio che oggi torna al centro del suo impegno e che intende tradurre in realtà nel corso del nuovo mandato, accompagnando l’ingresso di nuovi dirigenti e il passaggio di testimone all’interno della struttura provinciale. «Con il rinnovamento che trovate nelle candidature proposte si realizzerà quel giovanile e “temerario” auspicio nel corso del prossimo mandato», ha ricordato Fasano, sottolineando la volontà di mettere l’esperienza maturata al servizio di chi sarà chiamato a proseguire il lavoro della Fabi sul territorio.
Il congresso si è concluso con il rinnovo degli organismi provinciali e la riconferma di Guido Fasano alla guida della Fabi di Udine, nel segno della continuità e del rinnovamento.
Segreteria provinciale SAB UDINE:
Guido Fasano (Coordinatore)
Katiuscia Fabris
Giulia Bertolini
Alessandra Panico
Antonella Clericuzio
Giulia Del Fabbro
Domenico Nicchiniello
Luca Ceppellotti
Valentina Peretti.
Udine, 7 novembre 2026






