My Generation N. 4 Anno 2022
15 Sport Settembre / Ottobre 2022 di Gianluca Capuano Esecutivo Nazionale FABI Giovani LUTTO NEL MONDO DELLO SPORT Ciao Leandro di DAVIDE CARLINI U n grande atleta, una leggenda del Brazilian Jiu Jitsu, 8 volte campione del mondo, è morto a seguito di una lite in un club a San Paolo in Brasile, poco distante da dov’era nato. La notizia ha sconvolto l’intera comunità delle arti marziali e in generale del mon- do dello sport a tutti i livelli. Leandro Lo aveva 33 anni, cintura nera di BJJ, è considerato da molti uno dei più forti e rappresentativi atleti che siano mai saliti sul tatami in questa disciplina. Aveva iniziato presto le arti marziali, a 14 anni e, in poco tempo aveva capito che quella sarebbe diventata la sua strada. Dotato fisicamente di forza ed esplosi- vità, era famoso per non mollare mai du- rante le lotte, difficile da bloccare e so- prattutto quasi impossibile da ‘’sotto- mettere’’ tramite leve o chiavi articolari. Nella lotta come in tanti sport, oltre alla condizione fisica, è importante la lucidi- tà mentale. Leandro era un lottatore completo perché anche nelle situazioni di svantaggio riusciva a ribaltare l’in- contro, spesso non mostrando segni di sofferenza agli avversari. La sera in cui è morto, il 7 agosto 2022, era ad un concerto con alcuni amici. Al suo tavolo è arrivato un uomo in eviden- te stato di alterazione dovuto ad un ec- cesso di alcol; agitava una bottiglia di vetro e così Leandro l’ha subito immo- bilizzato per evitare che ferisse le per- sone che erano presenti. La questione sembrava chiusa lì, ma non appena è stato fatto rialzare, l’uomo (poi si è scoperto essere un poliziotto fuori servizio) ha estratto l’arma con la quale ha freddato l’atleta di jiu jitsu, che è deceduto dopo pochi minuti. La risonanza della notizia è stata molto forte; in un paese che vive già da tempo una protesta contro le continuemorti vio- lente, centinaia di manifestanti sono sce- si in piazza. Il Brasile con la politica di re- pressione voluta dal presidente Bolsona- ro ha registrato nel 2022 oltre 6 mila vit- time, mai così tante da quando il dato vie- ne monitorato dalla agenzia di pubblica sicurezza. La morte di questo ragazzo, come molte altre per futili motivi, ci deve ricordare, a mio parere, due cose. La prima: la vita è preziosa e labile, in po- chi istanti tutto quello che abbiamo fatto può venire spazzato via. La seconda cosa è che non è stato un uomo indifferente. Se fosse rimasto se- duto al tavolo al suo posto, forse a rimet- terci la vita sarebbe stata qualcun altro, ma questa ipotesi un lottatore come lui non l’avrebbe mai accettata. Per questo a lui e a tutte le persone che combattono le proprie battaglie, nella vi- ta e nella professione, va il massimo ri- spetto. Perché si muore una volta sola, ma chi vive nell’indifferenza e nel menefreghi- smo, muore ogni giorno. Oss Leandro, che la terra ti sia lieve. farebbero impallidire i più forti combattenti di MMA (per questo vige l’obbligo di indos- sare caschetto, paradenti, ginocchiere, gomi- tiere e polsiere). In realtà lo sport non è così ‘violento’ come potrebbe apparire ad un primo sguardo, ci sono regole ferree da rispettare e un numero elevato di arbitri (ben 7) a controllare e san- zionare le giocatrici in caso di scorrettezze ma è molto divertente guardarlo e praticarlo. Le squadre hanno nomi provocatori e aggres- sivi tipo le Harpies di Milano o le Bloody Wheels di Torino, così come i nomi di batta- glia delle ragazze che le compongono e che tendono ad agghindarsi con capigliature estrose e colorate, trucco vistosissimo, glitter e abbigliamento stile punk. Il Roller derby nasce negli Stai Uniti nel 1935 grazie ad un promotore sportivo di Chicago, tale Leo Seltzer, inizialmente come semplice gara di resistenza sui pattini e successiva- mente con varie implementazioni fino al rag- giungimento della forma attuale. Dopo un iniziale diffusione soprattutto tra il gentil sesso dato che era visto come l’unico modo che le donne avevano, a quel tempo, di tro- vare un po’ di svago e soprattutto sfogo nello sport (a differenza degli uomini che avevano l’imbarazzo della scelta relativamente allo sport da praticare), e successivamente al bo- om degli anni 60’/70’, il Roller derby rischiò quasi di sparire per ritornare in auge nel 2001 grazie alla nascita del Texas Roller der- by e all’uscita di un paio di fortunati film in- centrati su questo sport. In Italia la diffusio- ne del Roller derby è ancora agli albori ed esclusivamente appannaggio femminile, ci sono poche squadre professionistiche ed il campionato è giocato da solo 8 formazioni mentre all’estero, oltre che ad avere grande popolarità negli USA, questo bellissimo sport ha un grosso seguito in Canada e in Australia con una buona dose di pubblico anche in Francia e nel Regno Unito. n
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