My Generation N. 4 Anno 2022
ditoriale E 4 Editoriale indagine dell’OCSE, i salari in Ita- lia negli ultimi vent’anni sono sce- si del 2,9%, mentre in Francia e Germania sono saliti del 30%, ne- gli Stati Uniti quasi del 50%. Trasformazioni sì, ma dei salari! Con l’aumento dell’inflazione, che nell’ultimo anno è cresciuta verti- ginosamente, agli italiani è stata imposta una tassa occulta che pa- gheremo nei prossimi anni. Si è creato quindi un solco sociale all’interno del paese, trasforman- do il ceto medio nei “nuovi pove- ri”. La genesi del dramma italiano si consuma con l’abolizione nel 1992 della scala mobile dal gover- no Amato, meccanismo che ade- guava automaticamente il salario all’inflazione. Da quella data in poi la contrattazione collettiva riveste, in ogni categoria, un elemento strategico e indispensabile per i la- voratori. Tuttavia, all’interno di questo sol- co, ne esiste addirittura un altro, più profondo che vede una sotto- categoria maggiormente penaliz- zata: i giovani. Giovane e dipendente è sinonimo di precariato, di lavoro nero, di mancata affermazione sociale e di mancato riconoscimento dei dirit- ti e della dignità. Nel dialogo sociale i giovani do- vrebbero garantire autenticità e franchezza proprio perché privi di stereotipi. Invece, troppo spesso anche per fragilità contrattuali, i giovani tendono ad assistere più che a partecipare, con apatica in- differenza. Fortunatamente il settore del cre- dito rappresenta un’eccezione, per quanto concerne salari e giovani. Siamo infatti riusciti, grazie ad uno straordinario lavoro della Fabi e delle altre organizzazioni sindaca- li, a veder riconosciuto per ogni tornata contrattuale degli aumenti significativi del salario medio. L’at- tenzione che abbiamo riposto nelle nuove generazioni è stata tangibi- le. Infatti, con l’eliminazione del- l’ex art. 46 abbiamo garantito pari dignità al lavoro dei nuovi assunti. Nel prossimo futuro saremo chia- mati a rinnovare il contratto di cir- ca 280 mila bancari, fra cui molti giovani che oggi e nei prossimi an- ni entreranno nel settore. Questo significa che sarà necessaria parti- colare attenzione al cambiamento digitale in atto, che influenzerà i mestieri del futuro. GIOVANE E DIPENDENTE È SINONIMO DI PRECARIATO, DI LAVORO NERO, DI MANCATA AFFERMAZIONE SOCIALE E DI MANCATO RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI E DELLA DIGNITÀ. La sensazione di non avere un de- stino per noi è forte, cosi come l’incertezza sul futuro. A differenza di chi ci ha preceduto, sappiamo solo che, il mestiere che svolgiamo oggi sarà diverso da quello di domani. Tutto sembra portare ad una ge- nerazione senza destino, in balìa degli eventi e del caso, che però non può vederci inermi, e che ne- cessità di nuove forme di parteci- pazione e di un ascolto attivo. Non sappiamo quanto i nostri sforzi serviranno, ma ci fa piacere pensare che, come sosteneva An- thony Robbins, “Il nostro destino viene formato dai nostri pensieri e dalle nostre azioni. Non possia- mo cambiare il vento ma possia- mo orientare le vele” . n
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