My Generation N. 1 Anno 2023
ditoriale E 4 Editoriale sono stati poco professati, princi- palmente per via dell’ostracismo di molte banche. Partecipare è il primo strumento di aggregazione che bisogna ri- prendere assolutamente a piene mani per garantire equità e demo- crazia nelle scelte che faremo, a partire dai prossimi mesi in cui sa- remo chiamati, per il tramite delle assemblee, a decidere il futuro del- la categoria, partendo dal rinnovo del CCNL di settore, che ricordia- mo risulta ormai scaduto. Recupero dell’inflazione e difesa dell’area contrattuale saranno al- cuni dei temi sui quali le organiz- zazioni sindacali vorranno con- frontarsi, ma diventa imprescin- dibile partire dai lavoratori. Serve rianimare alcune coscienze, ulti- mamente intorpidite da mancan- za di confronto, serve continuare l’esercizio di ascolto per delineare i contorni del contratto che vo- gliamo. Se qualcuno pensa di poter spaz- zare via da un giorno all’altro anni di lotte che hanno generato tutele e diritti, deve sapere che troverà di fronte una categoria unita. Se qualche azienda pensa che si pos- sa sostituire al ruolo del sindacato, nella difesa dei lavoratori, è bene che sappia che risuona forte la di- stonia tra l’essere e l’apparire. Molte banche hanno scelto di ap- parire piuttosto che essere; Prova innegabile è la scarsa attenzione riposta quotidianamente nelle la- voratrici e nei lavoratori a partire dal poco impegno profuso nella soluzione delle ormai incessanti pressioni commerciali. to derivante dell’associazionismo sindacale. Una strada in salita che verrà sem- pre più ostacolata da chi ci vuole so- li e indifesi. Siamo certi che molti manager hanno sfruttato questi mesi per preparare un forte attacco ai lavoratori del settore. Ma noi non ci faremo trovare certo impreparati. Il percorso è iniziato, la strada sarà lunga e piena di insidie, ma siamo pronti a conquistarci un contratto che dia speranze e pari dignità a tutti i lavoratori, senza differenze di genere, ufficio o gruppo bancario, e che anteponga un equilibrio collet- tivo agli interessi individuali. n Se qualcuno pensa di poter spazzare via da un giorno all’altro anni di lotte che hanno generato tutele e diritti, deve sapere che troverà di fronte una categoria unita. Noi, invece, abbiamo scelto la strada dell’esserci, l’arte del parte- cipare. È innegabile che oggi serve ripren- dere un percorso assembleare che ci dia la possibilità di confrontarci con tutti, anche su temi apparen- temente insoliti, dai quali poter trarre spunti vantaggiosi. È neces- sario ripartire dai giovani, coglien- do la loro genuina autenticità, pro- vando ad immaginare un mondo dalla loro rivoluzionaria prospetti- va. È necessario creare un’anima sociale anche in chi, assunto negli ultimi anni, non conosce la storia della nostra categoria e il confron-
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