My Generation N. 2 Anno 2023
ditoriale E 4 Editoriale getto di riflessione. Insomma, se guardiamo l’orizzonte il cielo non è per nulla sereno, si vedono chia- ramente nuvole che non prometto- no nulla di buono. È inutile dire che il nostro futuro dipende da scelte che il sistema dovrebbe fare oggi per garantire serenità alle generazioni che ver- ranno. Servirebbe un serio pro- gramma di politiche sociali che ge- neri lavoro e quindi ricchezza, al- trimenti perché un giovane do- vrebbe rimanere in Italia? Nel settore del credito abbiamo ini- ziato da tempo un percorso di po- tenziamento delle forme di previ- denza complementare aumentan- do, per il tramite della contrattazio- ne collettiva, la contribuzione azien- dale e inserendo diverse forme di incentivi per i giovani neoassunti. Da diversi anni per noi è diventato necessario rendere attrattivo un settore in costante depauperamen- to: costruire il futuro, ma anche in- formare i giovani che non sarà co- me quello che immaginavano da piccoli. La dinamicità che il mondo del lavoro ha oggi ci impone delle riflessioni su percorsi di crescita professionale, job rotation e nuovi mestieri derivanti dalla digitalizza- zione, che devono valorizzare al meglio le giovani professionalità. È innegabile che una buona e sana occupazione unita a politiche eco- nomiche volte a garantire stabilità ai giovani sarebbero un volano im- portantissimo per costruire nei prossimi anni un mercato del lavo- ro solido e appetibile per i giovani che provengono da tutto il mondo. È anche per questo che nella piat- “Anche quando il cielo è coperto, il sole non è sparito, è ancora lì dall’altra parte delle nuvole” taforma rivendicativa del CCNL di settore la FABI, insieme alle altre Organizzazioni sindacali, ha richie- sto che venga ridotto l’orario di la- voro settimanale, in linea con quel- lo che succede in altri settori pro- duttivi, sia in Italia sia in Europa. “Lavorare meno, lavorare tutti”, ed ecco che torna subito di moda lo slogan in un paese con la media di ore settimanali tra le più alte in Europa. Inevitabilmente si cree- rebbe nuova occupazione in un settore ormai vittima della riduzio- ne dei costi. Il ruolo sociale delle banche dovrebbe ripartire dal ter- ritorio e la politica dovrebbe ri- prendere la funzione di garante in un sistema che inevitabilmente, senza interventi seri, rischierà di implodere. Le nuvole, che oggi sembrano lonta- ne e che guardiamo senza troppa preoccupazione, prima o poi arrive- ranno e quando saranno troppo vi- cine la virata non sarà più sufficiente per evitare che la buriana ci travolga. Il sole che ancora oggi vediamo de- riva da scelte di una classe politica, quella di molti anni fa, lungimiran- te e avveduta, capace di rilanciare il paese tramite l’unico strumento che conosciamo: il lavoro. Evitare le nuvole non solo ci mette al sicuro da possibili tempeste, ma ci consentirà di guardare il sole e di lasciarlo alle future generazioni co- si come lo abbiamo ereditato noi. Anche perché come sostiene Ec- khart Tolle “anche quando il cielo è coperto, il sole non è sparito, è ancora lì dall’altra parte delle nu- vole”, quindi basterebbe rimanere nella giusta direzione per conti- nuare a guardarlo. n
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