My Generation N. 5 Anno 2023

ttualità A 12 massiccio, ma nel punto sbagliato. Fermo nella sua imponenza, quin- di, eppure totalmente inutile. Un episodio questo che sicuramente fa riflettere. E a maggior ragione de- ve far riflettere tutti noi che vivia- mo in una realtà frenetica, dove cambiano i paradigmi, dove le re- gole di ieri non valgono più per og- gi, dove le certezze, anche quelle solide di ieri (vedi il ponte) non aiutano più a dipanare il presente. Aggrapparsi sempre a ciò che ha funzionato è sempre stata una stra- da sicura, un rifugio caldo e coperto dal quale vedere e costruire le cose. Ma forse oggi non basta più. Invece di costruire dei piani solidi come una roccia, forse, come ricorda il buon Giuseppe, bisognerebbe im- parare a costruire strategie, piani, organizzazioni adattabili, mutevoli e in continua evoluzione. Costruire secondo una logica di lungo periodo è senz’altro bello, ma spesso e vo- lentieri non conta il domani o quello che era ieri. Conta solo l’oggi! E per vivere nell’oggi bisogna saperlo leg- gere, e bisogna saperlo leggere oggi, appunto, non ieri e neanche doma- ni. Per quanto possa sembrare stra- no la ricerca della stabilità spesso può ritorcersi contro di noi. Sapersi adattare è davvero il cambio di mar- cia che spetta a tutte le organizza- zioni, alle Imprese, alle persone. Forse, tornando alle nostre care te- matiche sindacali, non è un caso che le ultime importanti sfide che hanno visto la nostra FABI giocare un ruolo da top player, abbiano avuto un esito positivo. Ancora una volta, grazie alla lungimiranza strategica e politica del Segretario Generale, Lando Maria Sileoni, la FABI è riuscita nell’intento di con- fezionare un nuovo CCNL del set- tore che potesse rispecchiare e ren- dere omaggio al lavoro delle lavo- ratrici e dei lavoratori bancari. Ma non è stata solo lungimiranza, è stata anche e soprattutto capacità di saper costruire e vincere partite nella partita. Una capacità che ap- partiene a pochi eletti, di saper adattare la propria strategia alle istanze del momento, nel saper in- dividuare quali interlocutori sensi- bilizzare per crearsi il giusto van- taggio rispetto alla controparte. C’è tanto di FABI nel nuovo con- tratto, c’è la chiara impronta (la F in questo caso, un po’ come la Z di Zorro) di chi ha saputo spostare il confronto su più tavoli, sensibiliz- zando l’opinione pubblica, la poli- tica, i media, e facendolo in tanti modi, ognuno dei quali mai identi- co al precedente. Termina con il claim “We have to build to adapt, not to last” . Un claim nel quale rivedo tanta FA- BI. Una Organizzazione solida, forte, che però sa cambiare nel tempo, pur rimanendo fedele ai suoi principi. n Attualità

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