My Generation N. 5 Anno 2024
elfare W 10 fattori demografici, quali l’invecchiamento della popo- lazione, nonché fattori economici, quali la diminuzione dei tassi di crescita e l’aumento della disoccupazione. Lavoro povero e crisi demografica rappresentano quindi una vera e propria bomba a orologeria per il si- stema previdenziale italiano e per il futuro pensioni- stico di intere generazioni. Ecco perché il rafforzamento della previdenza com- plementare – rispetto alla quale l’Italia è indietro nelle adesioni nel confronto con altri Paesi europei – è im- portantissimo per garantire loro un futuro pensioni- stico dignitoso. È importante ricordare che il nostro sistema previ- denziale pubblico è a ripartizione: le pensioni attual- mente erogate vengono pagate utilizzando i contributi versati dai lavoratori in attività. Con il passaggio al sistema contributivo il valore del- l’assegno pensionistico è legato alle retribuzioni per- cepite nell’arco dell’intera vita lavorativa e se il lavoro diventa sempre più povero e precario il risultato ne- gativo in termini pensionistici è scontato. Il tutto con effetti pesanti sul tasso di sostituzione, cioè sul rapporto percentuale tra l’ultimo stipendio percepito dal lavoratore e il suo primo assegno da pensionato. Infatti, finché la società ha mantenuto la struttura ideale di una sorta di piramide (tanti giovani al lavoro e relativamente pochi pensionati), il conto previden- ziale si è mantenuto in equilibrio, ma il progressivo cambiamento di alcuni presupposti demografici ed economici ha finito, nel tempo, per determinare una crescente situazione di crisi dei conti previdenziali. Avremo, cioè un aumento della popolazione anziana non compensato dalle nascite, con un possibile calo della popolazione complessiva. Il cosiddetto “Inverno demografico” che incombe sul Paese potrebbe generare il raggiungimento di un nuo- vo equilibrio economico a un livello complessivamen- te più basso, quindi drammaticamente insufficiente rispetto al mantenimento di quel rapporto di solida- rietà che, in campo previdenziale, lega le generazioni tra di loro. Si pone, pertanto, la necessità di dare luogo a un se- condo “pilastro” previdenziale, tramite la previdenza complementare, con il fine di integrare il trattamento pensionistico fondamentale il cui grado di copertura, secondo la ragioneria generale dello Stato, a partire dal 2040 sarà pari a meno del 60% dell’ultimo stipendio. Occorre, per costruire una posizione pensionistica di- gnitosa, necessaria per tutti, una previdenza comple- mentare che risulti particolarmente preziosa per i gio- vani lavoratori. Secondo gli ultimi dati forniti da Moneyfarm, la situa- zione attuale vede circa tre pensionati su quattro pri- varsi volontariamente di un’integrazione mensile che potrebbe migliorare la loro condizione economica nel- la terza età. I giovani lavoratori non si soffermano sul fatto che, avere una pensione integrativa significa poter contare su una somma extra che va ad aggiungersi alla pensio- ne pubblica, rendendo il bilancio mensile meno gravo- so e garantendo una maggiore serenità economica. Sottoscrivere una pensione complementare significa poter costruire, negli anni, un reddito mensile aggiun- tivo che può essere decisivo per mantenere un tenore di vita soddisfacente, tenendo in considerazione il grado di inflazione crescente nell’ultimo ventennio. welfare Lavoro povero e crisi demografica rappresentano una vera e propria bomba a orologeria per il sistema previdenziale italiano e per il futuro pensionistico di intere generazioni
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