XAUSA: “CON CHIUSURA FILIALI BPVI, RIDOTTI I SERVIZI CON SACRIFICI PER LAVORATORI E CLIENTI”

Inchiesta del Giornale di Vicenza sugli effetti della liquidazione della Popolare vicentina. Le dichiarazioni del segretario nazionale Fabi e di Helga Boscato, vice coordinatore di gruppo in Intesa

XAUSA: “CON CHIUSURA FILIALI BPVI, RIDOTTI I SERVIZI CON SACRIFICI PER LAVORATORI E CLIENTI”

Dal 2014 sono 52 le filiali chiuse nel vicentino e la metà dei tagli di personale, calato di 1.200 unità, arrivano dall’integrazione delle ex popolari. È il Giornale di Vicenza a denunciare la grave situazione, affrontata anche nell’ultimo incontro tra la Fabi e le altre organizzazioni sindacali. La questione riguarda la liquidazione coatta amministrativa delle ex banche venete - e in particolare di Bpvi - poi acquisite dal gruppo IntesaSanpaolo. Il crollo dell’ex popolare di Vicenza ha inflitto il colpo maggiore al settore del credito della provincia: prima di diventare a tutti gli effetti parte del gruppo Intesa Sanpaolo, infatti, Banca Popolare di Vicenza assieme a Veneto Banca e Cariveneto contavano sul territorio 2.240 dipendenti.

L’intera operazione di salvataggio, comunque, è stata gestita senza licenziamenti: si è trattato, infatti, di esodi volontari sostenuti dal fondo di solidarietà di settore che ha permesso di  ammortizzare i prepensionamenti. Ma i problemi non mancano. “La chiusura dele filiali ha ridotto servizi e facilità di accesso, sacrificando a Vicenza il 25% della forza lavoro. Sono posti che non recupereremo mai più” ha detto al Giornale di Vicenza il segretario nazionale Fabi, Giuliano Xausa. Mentre secondo il vicecoordinatore Fabi del gruppo Intesa SanPaolo, Helga Boscato, “la verità è che le filiali sono all’osso. Viene sempre più tolta operatività ai clienti e sempre più oberato il personale, con il risultato di creare malcontento e sofferenza”. La sindacalista sottolinea poi che anche la digitalizzazione ha giocato la sua parte: con lo sviluppo delle filiali on line, quelle fisiche rischiano infatti di morire.

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Roma, 11 luglio 2019