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avori in corso

L

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abbiamo visto bambini e mamme

tornare a fare il pane in casa, ab-

biamo fatto aperitivi a distanza,

abbiamo digitalizzato contratti che

prima prevedevano incontri one to

one e modalità cartacea. Tralascio

un’infinità di attività, che peraltro,

varrebbe la pena menzionare.

In sintesi, ci siamo dati un gran da

fare, e quando si ricomincerà, im-

magino ricominceremo in maniera

più intelligente di quando ci siamo

lasciati.

Alcune di quelle carenze cui accen-

navo sopra, sono però rimaste.

Una di queste, purtroppo, riguar-

da l’ambito della comunicazione.

Qui è accaduto un fenomeno par-

ticolare: più le maglie dell’isola-

mento sociale si sono strette attor-

no alle persone, più si sono diffuse

modalità di comunicazione online

e offline spesso fuorvianti, per non

dire perverse, generando quella

che oggi chiamiamo Infodemia.

Ma che cosa si intende esattamen-

te con

Infodemia

. Ne ha dato una

definizione l’Organizzazione Mon-

diale della Sanità nel suo report

sul Coronavirus.

Secondo l’OMS il Coronavirus è

stato accompagnato da una ab-

bondanza di informazioni, alcune

accurate, altre no, che hanno reso

difficile per le persone trovare fon-

ti veritiere e affidabili per imple-

mentare le proprie conoscenze, e

conseguentemente difendersi dal

virus. Questo è successo a livello

globale.

Focalizzandoci sul nostro Paese

devo dire che l’Infodemia è stata

forse sottovalutata.

Eppure in momenti del genere la

gestione delle informazioni è cru-

ciale per l’effettiva applicazione dei

provvedimenti. Gli atti comunica-

tivi, specialmente in momenti di

profonda emergenza sanitaria, so-

no fondamentali. In questi casi la

Comunicazione Istituzionale deve

possedere in sé caratteri leggibili,

per meglio dire di semplice com-

prensione. Ovvio è che, se io, cit-

tadino medio, non riesco a “legge-

re” l’informazione che mi viene da

una fonte certa e attendibile, ricer-

co quella stessa notizia nel mondo

a me più familiare, sui social, in

una chat. Ed è proprio in quei luo-

ghi che avviene la proliferazione e

la diffusione di notizie che spesso

alterano la realtà e ne danno

un’immagine spesso distorta. Chi

non capisce testi scientifici, decreti

governativi, resta senza dubbio più

vulnerabile e più soggetto a panico

e ansie, con conseguenti compor-

tamenti controproducenti.

In sintesi, tra le varie riflessioni

che saremo portati a fare dovremo

ragionare in futuro sui meccani-

smi che accompagnano la comuni-

cazione di istituzioni, ma anche di

organi di stampa, che senza dub-

bio, se rese efficaci e semplici, pos-

sono aiutare a non creare e diffon-

dere altre tipologie di “virus” spes-

so comunque letali.

n

Lavori in corso

SECONDO L’OMS IL CORONAVIRUS È STATO

ACCOMPAGNATO DA UNA ABBONDANZA DI

INFORMAZIONI, ALCUNE ACCURATE, ALTRE NO,

CHE HANNO RESO DIFFICILE PER LE PERSONE TROVARE

FONTI VERITIERE E AFFIDABILI