My Generation N. 2 Anno 2022
ditoriale E 4 Editoriale strutturazione dei nostri diritti, a partire dalla modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, nonché diversi tentativi di non ap- plicazione degli accordi vigenti. Nonostante il sindacato anche ne- gli ultimi anni abbia proposto con forza le proprie idee rispetto al cambiamento in atto, inserendo nuove norme in quel vecchio testo del 1949, come per esempio il di- ritto alla disconnessione, ci duole constatare come questi ultimi, ri- conosciuti anche dalle parti dato- riali, vengano spesso disattesi da certe aziende. È bene ricordare a tutti che i diritti devono essere conquistati giorno per giorno, non basta riconoscerli per renderli esi- gibili. E poi, diciamoci la verità, un diritto può essere definito tale, so- lo se appartiene a tutti. Ultimamente ci capita spesso di in- correre in diritti riconosciuti solo a pochi; diverso è invece quando parliamo di uguaglianza ed equità, concetti apparentemente simili, ma molto diversi; nella prima ven- gono concessi a tutti le stesse pos- sibilità; nella seconda vengono for- niti strumenti diversi a persone con capacità diverse, per consenti- re a tutti di raggiungere gli stessi obiettivi. Un concetto chiaro che troppo spesso viene dimenticato da una società che corre troppo e che calpesta chiunque non riesca a rimanere al passo con i tempi, in quella che possiamo ormai definire l’era della “cancellazione dei dirit- ti”. L’articolo 4 della nostra Costi- tuzione riconosce per esempio il diritto al lavoro e promuove le con- dizioni che rendono effettivo que- sto diritto. Ma oggi siamo certi che tutto questo in Italia non è garan- tito. Troppi sono i giovani che ab- bandonano il paese per approdare verso nazioni che questo diritto lo garantiscono veramente, con poli- tiche sociali inclusive soprattutto in materia di reinserimento nel mondo del lavoro. Questa per il nostro Paese non è solo la mancata concessione di un diritto, ma una vera e propria sconfitta sociale. Il diritto di assemblea e quello di sciopero per esempio, sono diritti che abbiamo conquistato negli an- ni e che abbiamo dimostrato di sa- per tenere stretti, con difficoltà sia chiaro, rendendoli vivi nel mo- mento del bisogno. Nessuno dirit- to ci è stato regalato, ricordiamoci sempre che ci è costato qualcosa che forse oggi nessuno ricorda. Po- UN CONCETTO CHIARO CHE TROPPO SPESSO VIENE DIMENTICATO DA UNA SOCIETÀ CHE CORRE TROPPO E CHE CALPESTA CHIUNQUE NON RIESCA A RIMANERE AL PASSO CON I TEMPI, IN QUELLA CHE POSSIAMO ORMAI DEFINIRE L’ERA DELLA “CANCELLAZIONE DEI DIRITTI”. tremmo continuare all’infinito ci- tando norme e articoli che negli ul- timi decenni hanno accompagnato la nostra famiglia, quella dei ban- cari, nella faticosa rincorsa all’af- fermazione sociale. A noi rimarrà sicuramente il dirit- to di resistere e quello di opporsi a tutte le ingiustizie alle quali pur- troppo continueremo ad assistere, la resilienza dovrà essere ancora la nostra principale virtù per evitare che anni di lotta vengano spazzati via. Lentamente proveranno a mo- dificare i nostri diritti, a delegitti- marli, a renderli astratti e sempre meno percepibili, provando a can- cellare le nostre memorie. Il nostro dovere è quello di conti- nuare a lottare per impedire la rea- lizzazione di questo pericoloso di- segno. n
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