My Generation N. 3 Anno 2022
ditoriale E 4 Editoriale Grazie ad una lungimirante scelta della FABI e delle altre organizza- zioni sindacali, in Italia siamo riu- sciti ad evitare i licenziamenti col- lettivi per motivi economici, ab- biamo gestito gli esuberi di perso- nale delle banche tramite il fondo di solidarietà, istituito negli anni 2000, che ha accompagnato senza traumi oltre 95 mila bancari. Il ruolo nevralgico del fondo, ali- mentato da banche e dipendenti, assume una veste solidale che con- siste nell’avere evitato il licenzia- mento dei giovani per via dell’ac- cesso, ricordiamo volontario, dei colleghi over 60. Insomma, abbiamo dovuto fare da noi. Evitare i licenziamenti sareb- be stato anche compito della poli- tica, ancora una volta incapace di effettuare scelte e di trovare solu- zioni. La tempesta d’altronde col- pisce noi, i giovani, le donne, il ce- to medio. Dovrebbe essere facile intuire che tutto ciò avviene nel settore del credito riveste connota- zioni sociali; ecco perché è impor- tante sensibilizzare l’opinione pub- blica circa gli sforzi che, come di- pendenti, stiamo facendo. La tem- pesta per definizione è qualcosa di temporaneo, che si abbatte su qualcosa, proseguendo poi il suo cammino. Non pensate, quindi, che sia finita. Chiunque lo facesse compirebbe un gravissimo errore. Nei prossimi mesi saremo chiamati a rinnovare il Contratto collettivo nazionale di settore, sarà lì che si giocherà gran parte del futuro della nostra categoria. Non pensate che sia scontato, nessuno ci regalerà nulla. Senza il CCNL si inneschereb- be una selvaggia autoregolamenta- zione dei gruppi bancari, che sfoce- rebbe in una agguerrita concorrenza fra le banche. Risultato: l’aumento delle indebite pressioni commercia- li e lo svilimento del ruolo del ban- cario. Corsi e ricorsi storici. Molte cose nella nostra vita sono cicliche, come la tempesta perfetta che ha travolto la nostra categoria e che quasi sicuramente tornerà alla cari- ca nei prossimi mesi, cercando le nostre più intime debolezze per col- pirle ancora una volta. MOLTE COSE NELLA NOSTRA VITA SONO CICLICHE, COME LA TEMPESTA PERFETTA CHE HA TRAVOLTO LA NOSTRA CATEGORIA E CHE QUASI SICURAMENTE TORNERÀ ALLA CARICA NEI PROSSIMI MESI, CERCANDO LE NOSTRE PIÙ INTIME DEBOLEZZE PER COLPIRLE ANCORA UNA VOLTA Ma noi non la supereremo, ne ab- biamo attraversate tante coscienti che, come sostiene Haruki Mura- kami (scrittore e accademico giap- ponese) “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non sapre- mo nemmeno noi come abbiamo fatto ad attraversarla e a uscirne vivi. Anzi, non saremo nemmeno sicuri che sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. È che noi, usciti da quel vento, non saremo gli stessi che vi siamo en- trati”. n
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