My Generation N. 2 Anno 2024
ditoriale E 4 Editoriale non ci lascerebbero scampo. L’am- bito nel quale invece le banche tra- dizionali continuano ad avere un vantaggio competitivo è quello della consulenza, della conoscenza del territorio e delle alte professionalità, qualità che non si possono costruire in un giorno. È necessario, quindi, un cambio di paradigma, un nuovo modo di ve- dere le cose come quello proposto dalla FABI e dalle altre organizza- zioni sindacali nella conversione del personale e nella ricerca di nuovi mestieri, che mettano sempre al centro la persona. Se volessimo mettere numeri, dati, algoritmi al centro del nostro modello di banca saremmo, inevitabilmente, perden- ti. Alla stessa maniera diventa ne- cessario fare alcune considerazioni sulle dimissioni volontarie nel set- tore, che si tramutano in dispendio di risorse formative spesso a favore dei competitors. Anche perché Millennials e Gene- razione Z non solo iniziano a diven- tare una fetta importante della clientela (e degli stessi dipendenti bancari), ma risultano essere anche la parte della popolazione più ban- carizzata. Tra l’altro, come emerso da recenti ricerche empiriche, le nuove generazioni preferiscono avere un rapporto bancario snello ed easy con i siti di e-commerce piuttosto che con la banca tradizio- nale, propendendo facilmente a cambiare istituto di credito nei prossimi anni... Alla faccia della fidelizzazione! In questo contesto, fattori come un alto tasso di specializzazione, una pianificazione finanziaria attenta e puntuale, soprattutto sotto il profilo etico, potrebbero rappresentare un deterrente solo se associati ad uno specifico percorso formativo e a po- litiche di employee retention ormai indispensabili per blindare il patri- monio culturale aziendale e sul qua- le il settore dovrebbe investire per provare ad essere attrattivo con le nuove generazioni e per evitare che il downburst ci travolga di nuovo. Sicuramente sarà importante osser- vare il comportamento del cliente, avvalendosi dell’utilizzo della tecno- logia, ma quello che fa la differenza è l’ascolto empatico che nessun al- goritmo potrà mai sostituire. Pun- tare ad una umana digitalizzazione sarebbe innovativo e vincente, uni- tamente alla vicinanza al territorio e alla clientela che continua ad esse- re il bene prezioso dal quale non possiamo disaffezionarci. Anche se non sappiamo quale sarà in futuro il prossimo vento che ina- spettatamente ci travolgerà, dobbia- mo essere coscienti che è una delle più grandi fonti di energia naturale che abbiamo e che possiamo impa- rare ad ascoltare e indirizzare, per- ché come recita un vecchio prover- bio sanscrito “La terra ha orecchie, il vento ha una voce” . n Negli ultimi anni siamo stati investiti da un downburst particolare, con il quale, volenti o nolenti, dovremo fare i conti nei prossimi anni e che potrebbe rappresentare in futuro una minaccia esistenziale per le banche tradizionali
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