My Generation N. 3 Anno 2021
ttualità A 8 è maggiormente “sacrificabile” dal punto di vista lavorativo. La spe- ranza è di essere smentiti, ma con lo sblocco dei licenziamenti è ve- rosimile che la situazione già ora preoccupante, generale del mondo del lavoro e specifica se riferita al genere femminile, possa peggiora- re ulteriormente. La nostra pro- messa è quella di mettere in luce questo drammatico fenomeno, tornando in argomento anche prossimamente con uno o più ar- ticoli ad esso dedicati, senza di- menticare il prossimo evento di genere che si terrà a Bologna il 25 novembre 2021 in occasione della giornata nazionale contro la vio- lenza sulle donne. Gli stereotipi che ci accompagnano dall’età antica hanno provocato di- versi errori di valutazione, ostaco- lando quindi la rivelazione del ta- lento delle donne. Anche nella fase pre-covid questa “miopia” era già evidente nel no- stro settore: nelle banche, infatti, dove il rapporto femmine/maschi è circa 1 a 1, il 20% del gentil sesso ricopre un ruolo di responsabilità, mentre solamente il 3% ha ruoli dirigenziali. Il Gender Pay Gap nel settore del credito risulta evidente grazie alle statistiche che supportano questo esempio: un uomo e una donna, che mediamente guadagnano lo stesso stipendio a 25 anni (nel no- stro esempio 100), dopo circa 20 anni di carriera in banca, si trove- ranno due buste paga differenti. Mentre l’uomo troverà circa 200, la donna si troverà a guadagnare solo 110 – indagine secondo la quale le laureate guadagnano circa il 90% di quanto guadagnano i lau- reati a 25 anni, ma all'età di 45 an- ni la loro retribuzione è quasi la metà (55%) di quella dei laureati –, e questo comprendendo tutto il personale femminile, non solo quello che fa part-time! Il 75% “dell’orario ridotto” in Italia è richiesto da quelle donne che spesso si fanno carico di altre mansioni, come la cura dei propri cari e della famiglia. Un “secondo lavoro”, per il quale spesso non ri- cevono nulla, neppure un grazie. L’unico aumento ricevuto in que- sta pandemia è stato quello della violenza domestica dove le denun- ce, rispetto al 2019, sono aumen- tate dell’80%. Cosa possiamo fare quindi per mi- gliorare la situazione? Anzitutto, serve una presa di co- scienza: essere informati sulla pre- occupante realtà misogina in cui viviamo. Spesso vengono organiz- zate iniziative in favore delle don- ne, belle da vedere e da sentire, ma sterili nella pratica. Pensare che in alcuni settori esi- stono clausole anti-maternità, o che nelle banche ancora oggi qual- che responsabile minacci il trasfe- rimento o il demansionamento al- le colleghe che chiedono di lavora- re part-time, mette i brividi. Anche il nostro Segretario Genera- le Lando Maria Sileoni lo ha sotto- lineato nel suo intervento dell’8 marzo 2021: “Questo è il momento di rompere gli schemi, di ribaltare il tavolo. L’impatto sociale ed eco- nomico della pandemia è stato particolarmente pesante per il mondo femminile, ha messo in lu- ce la reale situazione, di divario tra uomini e donne non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche tra le mura di casa”. Non esiste quindi solo il Covid da combattere. Anche quelle appena ci- tate sono “veremalattie” che dobbia- mo debellare e come FABI Giovani ci impegneremo per permettere alle donne di non dover scegliere tra la- voro e famiglia, come ci ha ricordato recentemente il nostro Presidente del Consiglio: “L’Italia oggi presenta uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa. Serve un sistema di Welfare che faccia superare alle donne la scelta tra famiglia o la- voro” (Mario Draghi, discorso al Senato del 17 febbraio 2021). n Attualità SPESSO VENGONO ORGANIZZATE INIZIATIVE IN FAVORE DELLE DONNE, BELLE DA VEDERE E DA SENTIRE, MA STERILI NELLA PRATICA.
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